L’uomo che scombina la vita

Vi è mai capitato di dire: “ ah sono disposta a cambiare tutto giusto se arriva l’uomo che mi scombina la vita, quello che mi travolge”

Ok e se arriva? Siamo veramente pronte ad affrontarlo il cambiamento? Ma soprattutto quanto voi siete scombinate? Ora lo ammetto, la frase appena citata, io la penso e la dico da una vita! E poi finalmente è arrivato il momento di farsi scombinare, come l’ho presa? Beh nell’immediato sono stata molto cauta e lenta nell’espormi e nel farmi coinvolgere, poi ho sentito che era proprio il momento di lasciarsi andare e di pensare : “ ok se sei arrivato per mandare in vacca tutto il mio fortino di emozioni, un motivo ci sarà, e allora dai scombiniamo tutto”

È vero non è facile, soprattutto in età matura, ancor di più farsi coinvolgere in un turbinio di emozioni che avevi evidentemente chiuso nell’armadio, tenendo comunque la chiave di riserva (non si sa mai)

Ma poi arriva Lui, con la sua copia personale della chiave del Tuo “armadio” e…CLACK! Semplicemente la apre, eccoli lì i tuoi “No” “non succederà mai più” che volano fuori impazziti, e poi succede, proprio nel preciso istante in cui sei sola, felice di esserlo, serena, senza pensieri, invece è li che ti aspetta con quel sorriso garbato, con gli occhi cerulei, con quel profumo d’estate. Lui che tende la sua mano e ti dice: “ dai salta con me” e tu che all’inizio non vuoi guardare giù, hai le vertigini, non ti ricordi come si fa, nonostante tutto lo fai…salti, e pensi “cazzo! Sono ancora viva” grazie uomo scombina vita! Finché volo con te non ho paura di atterrare ♥️

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Away.

Si dice che il tempo cura, ed è vero, lo fa in parte, il dolore si attenua, diventa tondo, si ammorbidisce e poi passa. Ma il “vuoto” quello credo rimanga sempre ed è direttamente proporzionale all’importanza della persona in questione.

A me mancano i momenti di ingiustificata follia, allegria, esagerata emozione, manca l’adrenalina che si scatena, che solo un salto nel buio può darti. Mancano quei sentimenti veri che vomiti addosso al primo appuntamento, perché pensi: ” Ecco, l’ho trovato” le nottate a parlare senza sapere dove, a scrutarsi, senza capire bene, a tenersi per mano. Una persona può essere dimenticata, ma il vuoto che lascia no, alla fine diventa quasi una tua forma d’arte, lo modelli in modo che diventi il tuo orgoglio, il tuo vanto, come una scultura per poi dire: “ecco cos’ho fatto! questo grazie a te”

Away.

“L’uomo con la barba”capitolo 7

L’uomo con la barba: “…so che ieri mi ha cercato, è tornata perfino al negozio di scarpe all’angolo, questa cosa mi ha eccitato, fatto sentire potente, dominante. Ma io ero nascosto al solito posto, vicino le finestre di casa sua, quelle che danno nel giardino sul retro. Ho fatto bene, perché mentre lei era alla mia ricerca è passato il suo ex, come un gran vigliacco ha lasciato la copia delle chiavi sotto il vaso di gerani, quelli rossi.

Le ho prese, sono entrato, la sua casa è come lei, calda, luminosa, accogliente, il pavimento in legno scricchiolava sotto i miei mocassini neri, nel salottino c’è un mobile di legno bianco con una grande specchiera, infilate intorno alla cornice tante foto dove è ritratta da fotografi professionisti si vede, in alcune è anche poco vestita, incantevole.

Ne ho presa una, che la ritrae a schiena nuda seduta sul bordo del letto, davanti ad una finestra, contro luce e con il viso girato verso sinistra, in bianco e nero, è superba, la tengo. Sono uscito svelto, e ho rimesso le chiavi sotto il vaso. Poi lei è tornata, l’ho spiata, si è preparata una bevanda calda, non si è accorta della foto mancante, la guardo e sento del calore salire dalle mie gambe fino alle tempie, una goccia di sudore si forma sulla mia fronte, la tampono con il fazzoletto di seta bianca a pois neri.”

“L’uomo con la barba” capitolo 6

India è a casa scossa, ripensa alla vetrina e a l’uomo misterioso, non si sente più sicura non sa se la cosa può degenerare. Decide di uscire girare per la città, vederlo, scovarlo, deve sapere cosa vuole, si, è spaventata ma la curiosità e la voglia di fermarlo sono più forti.

Gira freneticamente per il centro, va al negozio di scarpe e percorre diversi vicoli, con il fiatone i palmi delle mani umidi e il cuore che batte veloce.

Passano un paio d’ore, nulla, decide di tornare a casa e farsi una camomilla per distendersi, oggi non ha aperto il suo negozio, oggi no, non è giornata, si sente insicura osservata.

Mentalmente ripercorre tutte le occasioni dove ha conosciuto gente nuova, ma dell’uomo con la barba nemmeno un vago ricordo, chiude gli occhi si morde il labbro inferiore pensando a quel profumo misto di tabacco e spezie alla sua voce profonda e calda, ricorda che aveva alle mani dei bellissimi anelli con pietre vistose.

Perché? Perché seguirla? annusare i suoi capelli per poi sparire. Ma la segue sempre? Ora la sta spiando? India è tormenta nell’animo, ma c’è qualcosa di magnetico che la trattiene nel denunciarlo o fare gesti definitivi. Chi è? Cosa vuole? Come mi ha conosciuta?

“L’ uomo con la barba” capitolo 5

L”uomo con la barba: ” ancora penso a ieri, nel vicolo, l’ho trovata, era lì assorta in chissà quali pensieri, no, non guardava la vetrina ma…in quel momento ho deciso di avvicinarmi, di bloccarla per un attimo far entrare il suo odore nelle mie vene, farlo scorrere per tutto il corpo fino ai capelli.

Ho percepito la sua adrenalina in quel momento una sorta di eccitazione mi ha provocato la pelle d’oca, avrei voluto sfiorarle quel lungo e candido collo. Con due dita, sentire la carotide pulsare sangue caldo.

Ho lasciato perdere perché, non deve avere paura di me, mi dovrà amare, ma di un amore che non teme il tempo, che non fa parte di noi, che si chiama amore ma sol su questa terra.”

“L’uomo con la barba” parte 4

India è nel suo negozio, sistema freneticamente alcuni libri non al loro posto, mentre la sua amica le chiede insistentemente come abbia fatto il ragazzo a lasciarla per telefono, India le risponde seccata: “era solo dell’ottimo sesso, non era amore” Joyce replicando “si certo come no, nessuno fa sesso per diversi mesi senza provare nulla, nemmeno gli uomini!”

India mentre si infila il cappotto: “sto chiudendo andiamo a Londra a fare shopping o no?” La cittadina dove vivono è a poche fermate di treno da Londra, così le due hanno deciso di lavorare mezza giornata e fare dello shopping terapeutico post abbandono.

Trascorse tre ore di chiacchiere, shopping, soste in deliziosi bistrot, caffè e un paio di aperitivi, Joyce esausta comunica a India che torna a casa: “sono sfinita io vado, e mi faccio un bagno caldo, te che fai?” “Io resto ancora, prima che chiudino i negozi ho da sbirciare quello di scarpe all’angolo, il mio preferito, d’altronde non ho comprato nulla! Sei tu quella piena di buste!” Una risatina sottile illumina il viso delle due. Joyce bacia l’amica sulla guancia e si dirige alla stazione.

India è incantata davanti alla vetrina di scarpe, dalla parte del l’angolo che affaccia su di un vicolo cieco, ma il negozio e già chiuso, non sembra interessata alle scarpe piuttosto assorta nei pensieri, quando due braccia, da dietro, si appoggiano alla vetrina bloccandola ai lati. Un profumo di sigaro e spezie l’avvolge improvvisamente. Una voce profonda le sussurra in un orecchio: ” non ti girare, non ti sfiorerò, voglio solo respirarti un istante” India è spaventata ed impietrita allo stesso tempo, non riesce a muoversi, tantomeno a girarsi, sente solo un suono profondo e lungo di narici che inspirano. Un po’ tremolante cerca di scorgere qualcosa dal riflesso della vetrina, ma è scuro quel vicolo, riesce solo ad intuire una barba sotto un Borsalino nero. Si fa coraggio chiude gli occhi, si gira di scatto…non c’è nessuno, tranne un suono di scarpe in cuoio che echeggia lontano. Esce dal vicolo si muove freneticamente in tutte le direzioni, c’è gente, macchine ma nulla che la possa ricondurre all’uomo con la barba.

“L’uomo con la barba” capitolo 3

L’uomo con la barba: “Il suo ragazzo credo l’abbia lasciata, non è nemmeno passato a casa per salutarla, l’ho vista sbattere giù il telefono, passandosi una mano fra i capelli, mangiarsi le unghie freneticamente, abita al primo piano ed ho trovato un punto sicuro, dove osservare e a volte ascoltare di nascosto. Il suo ragazzo era già una settimana che suonava fuori, chissà, forse ha corteggiato un’altra solo per affondare le mani in nuove carni, non lo so, semplicemente non voleva più India, ma quel che so che è uno sciocco! Veramente non capisco come abbia deciso di rinunciare a tale creatura, comprensiva, gentile, intelligente, educata, vivace e…terribilmente bella.

Mi dispiace che abbia perso del tempo, il suo è tempo prezioso, perché rara, io la conosco bene, talmente bene che…ora so cosa fare, senza più lui fra i piedi, posso permettermi molto di più. Ho il suo profumo nelle mie narici, fra i miei capelli, la sento. Non permetterò che ritorni da te, ci puoi giurare!”

“L’uomo con la barba” capitolo 2

India e’ in un piccolo bistrot all’angolo, siede con una sua amica ad uno dei due tavolini esterni, il tiepido sole di Ottobre arrossa un poco le loro gote. Sono intente in una conversazione davanti ad un cappuccino, India, mentre con il dito indice si gira una ciocca di capelli ramati, confida una strana sensazione all’amica: “…sai volevo dirtelo già da qualche giorno, ho come l’impressione di essere seguita…” “seguita??? È da chi?” Domanda la brunetta Joyce “non saprei e’ una sensazione per ora, ad esempio al mercato mentre compravo la frutta, ecco, mi sentivo a disagio allora mi guardai intorno, poi davanti a me e c’era un tipo che mi ha sorriso, era particolare, aveva la barba un cappello nero a falde, e fumava un sigaro molto aromatico” “beh! te lo ricordi molto bene!” Sorride Joyce “Poi ovvio che ti ha sorriso, sei così bella! Ma perché? ti senti seguita? Lo hai rivisto da altre parti?” India sorseggiando il suo cappuccino: “si, questa mattina, uscendo dal portone, dall’altra parte della strada mi è sembrato lo stesso cappello, la stessa barba…mah! Dai forse è solo una stupida coincidenza magari è un vicino che noto solo ora…”

Dentro il bistrot ad un tavolo vicino alla porta, di spalle, c’è lui, “l’uomo con la barba” ha sentito tutto e con un angolo della bocca sorride, si gira un baffo, poi sospira, finisce il suo caffè ed esce, nota le due donne dirigersi verso il parco, è domenica c’è il sole, si va lì per una passeggiata. Le segue a distanza, le due arrivano fino al laghetto al centro del parco per dare da mangiare ai cigni. C’è molta gente, tante famiglie, sono poggiate al recinto e tirano pezzettini di pane, l’uomo, dietro di loro, diviso solo da un paio di persone, tira su con il naso, un leggero refolo d’aria fresca porta alle sue narici, il profumo speziato e floreale di India.

Si abbassa il cappello sulla fronte, per coprisi, se ne va, stringendo in tasca il suo fazzoletto di seta bianca a pois neri, e sparisce fra gli alberi.